Ammalarsi d’amore: la Dipendenza Affettiva

Ammalarsi d’amore: la Dipendenza Affettiva

Ammalarsi d’amore: la Dipendenza Affettiva

di Maddalena D’Urzo

Chi soffre di Dipendenza Affettiva riconosce gli effetti devastanti del partner, ma come i tossicodipendenti, non riesce ad astenersi dalla relazione

 

Il desiderio di amare e di essere amati è un bisogno sano e fondamentale, è associato ad emozioni positive e al benessere psicofisico, ma per alcune persone le relazioni affettive possono essere fonte di malessere, diventare una vera e propria droga ed avere delle conseguenze devastanti; quando ciò si verifica possiamo parlare di Dipendenza Affettiva.

Il desiderio di amare e di essere amati è un bisogno sano e fondamentale, è associato ad emozioni positive e al benessere psicofisico, e dal punto di vista evoluzionistico consente la sopravvivenza dell’individuo e della specie.

In uno studio recente, pubblicato ad aprile in una rivista di psiconeuroendocrinologia, è stata esaminata la relazione che c’è tra stato civile e livelli di cortisolo (un ormone che aumenta nel nostro organismo quando siamo stressati) in un campione di 572 persone sane (uomini e donne di età compresa tra i 21 e i 55 anni sposate, divorziate, vedove, single). Dai risultati è emerso che le persone sposate hanno livelli di cortisolo più bassi rispetto agli altri soggetti che facevano parte del campione (Chin et al. 2017).

Quindi, in base a questo studio, i legami affettivi stabili hanno un’influenza positiva sulla salute ma per alcune persone le relazioni affettive possono essere fonte di malessere, diventare una vera e propria droga ed avere delle conseguenze devastanti; quando ciò si verifica possiamo parlare di Dipendenza Affettiva.

La Dipendenza Affettiva e i disturbi di personalità

Attualmente la Dipendenza Affettiva non è una patologia inclusa nel DSM V probabilmente perché, come per altre dipendenze comportamentali, mancano ad oggi degli studi che consentano di stabilire dei criteri diagnostici e delle indicazioni sul decorso necessari per identificarla come un disturbo mentale.

Al contrario nella pratica clinica spesso incontriamo pazienti che non riescono a interrompere relazioni intime profondamente distruttive, che generano sofferenza e compromettono la loro vita a vari livelli.

I pazienti con Disturbo Dipendente di personalità sono caratterizzati dalla dipendenza dagli altri, cioè sono incapaci di vivere in maniera autonoma e hanno sempre bisogno di consigli e rassicurazioni. Quando sono soli si sentono indifesi e senza punti di riferimento, vivono costantemente con il terrore di essere abbandonati dal partner.

Pur di scongiurare il temuto abbandono sono disposti a fare cose spiacevoli e degradanti (ad es. si fanno sfruttare economicamente o sessualmente, tollerano l’infedeltà e nei casi estremi la violenza). Ma la Dipendenza Affettiva non è appannaggio solo del Disturbo Dipendente; anche i pazienti con Disturbo Borderline di personalità hanno serie difficoltà a stare da soli e adottano comportamenti dipendenti (ad es. si mettono a completa disposizione del partner e lo idealizzano). Hanno relazioni affettive caotiche caratterizzate da una passione travolgente ma anche da discussioni violente; i pazienti con questo disturbo vivono con il terrore di essere abbandonati dal partner ma temono anche di dipendere da lui e di perdere la loro autonomia.

I pazienti con Disturbo Istrionico di personalità temono la solitudine e sono travolti dall’angoscia davanti alla separazione; hanno costantemente bisogno di attenzione, approvazione e sostegno.

Dipendenza Affettiva: quali analogie con la tossicodipendenza?

Esattamente come avviene nella dipendenza da sostanze anche nella Dipendenza Affettiva con il passare del tempo tutto inesorabilmente ruota intorno al partner; spesso la persona dipendente si chiude o evita volutamente gli altri nel tentativo di proteggersi dalle critiche o dal temuto abbandono.

Solitamente sia gli interessi che gli hobby vengono progressivamente abbandonati e il fulcro dell’esistenza diventa il partner; anche il rendimento lavorativo diminuisce perché la persona ha la mente costantemente occupata dai suoi problemi sentimentali e trascorre molto tempo a rimuginare per cercare di risolverli.

Nei casi estremi, per es. anche quando il partner è violento fisicamente, i pazienti dipendenti tendono a giustificarlo, si isolano, mentono o non chiedono aiuto pur di proteggerlo; spesso purtroppo non riescono a lasciarlo anche quando è a rischio la loro incolumità fisica. Generalmente, i pazienti con Dipendenza Affettiva sono consapevoli degli effetti devastanti che il partner ha nella loro vita, ma esattamente come i tossicodipendenti, non riescono ad astenersi dalla relazione.

Ma l’amore può essere considerato una droga? Effettivamente l’innamoramento e la tossicodipendenza hanno molte analogie; sia gli innamorati che i tossicodipendenti sperimentano:

  • Intensa euforia quando vedono il partner simile all’euforia che caratterizza l’uso di una droga
  • Craving (che è un desiderio spasmodico e irrefrenabile) per il partner o per la droga
  • Tendenza a ricercare sempre più la vicinanza con il partner (fenomeno simile alla tolleranza un meccanismo che spinge i tossicodipendenti ad aumentare progressivamente la quantità di droga assunta abitualmente per ottenere l’effetto desiderato)
  • Quando una relazione finisce le persone innamorate hanno dei sintomi d’astinenza che sono simili a quelli che si riscontrano nella sindrome d’astinenza dei tossicodipendenti (depressione, ansia, insonnia o ipersonnia, irritabilità, perdita dell’appetito o abbuffate) che, esattamente come avviene nella tossicodipendenza, portano alla ricaduta; ad es. nella Dipendenza Affettiva avere una ricaduta vuol dire cercare nuovamente il partner nonostante sia stato infedele, violento ecc. (Liebowitz, 1983; Hatfield & Sprecher, 1986; Meloy & Fisher, 2005).


Continua su: http://www.stateofmind.it/2017/11/dipendenza-affettiva-tmi/