I luoghi del corpo

I luoghi del corpo

I luoghi del corpo

di Giancarlo Dimaggio

Passo una parte significativa del mio tempo al circolo sportivo. Non sono un animale da circolo, normalmente vedo pazienti in psicoterapia, scrivo lavori scientifici, contratto con mia figlia l’orario a cui andrò a riprenderla, guardo Daredevil con mio figlio, mi porto alla pari con Breaking Bad. Ma appena posso gioco a tennis, pratico step e fit boxe coreografati. Musica, esercizio e armonia, robe che ci devi mettere la testa e mi danno un gusto pazzesco: rotazioni, passo di mambo, calci e pugni mentre si balla. Sulla terra rossa fatico per mettere su un rovescio a una mano decente, il lancio di palla per il servizio è un chiaro esempio di come sia difficile disaccoppiare il movimento degli arti. Il mio corpo non esegue con fedeltà i movimenti che vedo su Eurosport, la pallina va per i cavoli suoi, non dove dovrei colpirla: verticale sulla testa e molto alta. I miei neuroni specchio, c’è poco da fare, non si allineano spontaneamente con quelli di Federer. Eppure quando tiro a tutto braccio un dritto incrociato in top per un istante sento forza, potenza, trionfo, aspetto la palla che torni per la più comoda delle volée come un felino della savana pronto al morso finale. In quell’attesa non ho età né memoria.


Per saperne di più (Continua) : http://www.stateofmind.it/2018/12/corpo-embodied-cognition/


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