Riscrivere le memorie funziona: un aiuto – vero – dalle neuroscienze

Riscrivere le memorie funziona: un aiuto – vero – dalle neuroscienze

Riscrivere le memorie funziona: un aiuto – vero – dalle neuroscienze

Un recente esperimento definisce le basi e i processi neuronali che supportano l’uso di tecniche immaginative nel trattamento delle memorie traumatiche.

di Delia Lenzi

Un esperimento del gruppo di Neuroscienze di Losanna guidato dal Prof. Johannes Gräffur definisce le basi e i processi neuronali che supportano l’uso di tecniche immaginative (Khalaf et al. Science, 2018) e ne dimostra l’efficacia. In questo esperimento sono state usate tecniche molto sofisticate capaci di localizzare prima e di studiare poi, in-vivo, i singoli neuroni del nucleo dentato dell’ippocampo dei topi, l’area coinvolta nella funzione di codifica, richiamo e riduzione della paura.

I topi sono stati geneticamente modificati inserendo nel loro DNA un gene “reporter”, cioè una proteina fluorescente (i geni sono le istruzioni per produrre proteine), che produce un segnale identificabile e misurabile ogni volta che il neurone si attiva. I ricercatori hanno quindi sottoposto i topi a una serie di stimoli dolorosi (shock elettrici) per indurre memorie traumatiche a lungo termine e hanno identificato la sottopopolazione di neuroni del nucleo dentato coinvolta nell’immagazzinamento di questo tipo di memorie.

A seguire, i topi sono stati sottoposti ad un training di riduzione della paura, simile a quello di esposizione utilizzato nei soggetti umani: passavano alcune sessioni nella gabbia dove erano stati “traumatizzati” ma senza lo stimolo doloroso.
Per saperne di più (continua su State of Mind): https://www.stateofmind.it/2019/03/memorie-traumatiche-imagery/


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