A volte un sigaro è solo un sigaro: il lascito di Freud alla moderna psicoterapia

A volte un sigaro è solo un sigaro: il lascito di Freud alla moderna psicoterapia

A volte un sigaro è solo un sigaro: il lascito di Freud alla moderna psicoterapia

di Giancarlo Dimaggio

Nell’ottantennio della morte di Sigmund Freud, la psicoanalisi è viva e in molte forme utili. Cosa resta, oggi, dell’impalcatura alzata da Freud?

Se di questi tempi chiedete agli psicoterapeuti di cosa discutano, vi risponderanno: “Dell’efficacia del nostro lavoro”. I colleghi aggiornati diranno senza mezzi termini: la psicoterapia funziona. Non sempre, non per tutti e non praticata da chiunque, ma uno psicoterapeuta moderno vi darà con buona probabilità un beneficio concreto. Meno depressione e ansia, relazioni interpersonali migliori. Se poi domandate: “Quale psicoterapia funziona meglio?”, inizieranno a dibattere. Si può dire per certo che le terapie cognitive hanno più studi a supporto, ma non è provato che ottengano risultati superiori e più stabili (che non sia provato che le terapie cognitive abbiano e ottengano risultati superiori e più stabili in alcuni disturbi è una opinione personale dell’autore che rispettiamo, ricordando però che non è questo l’orientamento di molte linee guida sanitarie internazionalmente ritenute autorevoli, come la National Institute for Health and Care Excellence e l’American Psychological Association – NDR).

In questo quadro, vent’anni fa la disciplina inventata da Freud era messa all’angolo.
Per saperne di più (continua su State of Mind): https://www.stateofmind.it/2019/10/freud-lascito-psicoterapia/


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