IL DESIDERIO DI “ESSERE VISTO” COME… SEGNO DI UNA FORMULAZIONE IMPRECISA

IL DESIDERIO DI “ESSERE VISTO” COME… SEGNO DI UNA FORMULAZIONE IMPRECISA

IL DESIDERIO DI “ESSERE VISTO” COME… SEGNO DI UNA FORMULAZIONE IMPRECISA

In TMI la formulazione condivisa del caso si basa innanzitutto sull’idenfiticazione insieme al paziente del WISH. Che in termini generali significa capire qual è il sistema motivazionale dominante in quel set di narrazioni – e nei pattern attivi nella relazione terapeutica – su cui la formulazione si basa.

Molti identificano come motivazione nel paziente il bisogno di “Essere visto”. E sono tutto sommato soddisfatti di avere identificato quella motivazione.

Ecco. No! Se il paziente dice: “Ho bisogno di essere visto” ancora siamo lontani dall’avere compreso il sistema motivazionale (o i sistemi motivazionali all’opera).

Il punto è: visto in cosa?
Il paziente può desiderare di essere “visto” in vari modi.

Un po’ di esempi
Ho fatto una cosa bella e ben riuscita ma l’altro non la vede. Qui il WISH è nel sistema agonistico! Quindi non visto significa “non valorizzato, non apprezzato”.

Sto giù di corda e non mi hai visto. Qui “non visto” significa, trascurato, privo delle cure ricevute. Quindi il WISH è nel sistema di attaccamento.

Ha deciso di scegliere quella serie TV per stasera. Non mi ha visto proprio.
Qui probabilmente non visto significa: “Non conosci le mie inclinazioni, preferenze, tendenze”, quindi il WISH frustrato è il sistema esploratorio/gioco

Infine, e qui siamo in situazioni più gravi, e il termine visto ha più senso e quando abbiamo bisogno dell’attenzione dell’altro per avere il senso di esistere. QUindi non “visto” significa che il paziente sente mancare l’attenzione dell’altro che fonda l’intersoggettività primaria. In pratica è la frustrazione del bisogno primario di connessione intersoggettiva (si veda da Stern a Liotti) che non consideriamo in TMI un vero e proprio sistema motivazionale ma una precondizione perché la persona possa desiderare. Se è questa la condizione ricercata e il paziente sente che l’altro non “lo ha visto” ciò che affiora è un’esperienza quasi dissociativa. Un senso di confusione, non esistenza, frammentazione spegnimento.

Quindi… se il paziente si descrive guidato dal bisogno di “essere visto” il terapeuta deve essere guidato dal bisogno di… vederci più a fondo!

Giancarlo Dimaggio