SE LA PAURA DIVENTA OSSESSIONE

SE LA PAURA DIVENTA OSSESSIONE

SE LA PAURA DIVENTA OSSESSIONE

[pubblicato su 7 del Corriere della Sera del 18/06/2020]

Teresa era guarita. Aveva sofferto di disturbo ossessivo compulsivo  dora in poi DOC , di attacchi di panico e di una difficoltà tremenda a legarsi a un uomo. Aveva finito la terapia, stava bene, lo è rimasta per anni. Mi ricontatta in pieno lockdown, il DOC è riesploso. Ci vediamo su Skype. Segue tutte le norme come da protocollo: non esce di casa, fa la spesa con la mascherina, lava le mani prima e dopo e poi igienizza buste, cartoni e alimenti appena tornata a casa. Quantità industriali di amuchina consumate in una settimana. Uno si può chiedere: ma non è normale? Non è quello che dovremmo fare tutti?

Questo è il punto. No. Perché Teresa prima di uscire a fare la spesa impiega un’ora a rimuginare: sarà sicuro? Sarò capace di tenere la distanza? E se qualcuno mi urtasse? Soprattutto,una volta tornata a casa inizia la tortura. Ho lavato le mani con abbastanza attenzione? Quanto a lungo devo igienizzare le buste? Devo lavare tutti i vestiti?

Le cose peggiorano con l’allentamento delle norme, la fase 2. Qui il problema ossessivo diventa ancora più manifesto, si staglia dalla copertura di aderenza alle norme di sicurezza. Teresa, pur amando correre e potendo farlo a tutti gli effetti, non esce di casa. Ha paura di infettarsi, di ammalarsi e morire a causa della propria presunta stupidità: si accusa con severità di non fare abbastanza attenzione. Ci ha provato solo una volta. Anche qui la ruminazione anticipatoria è logorante: dove posso correre, quanto mi posso avvicinare agli altri? Teme quello che Zero Calcare ha raffigurato in uno dei suoi stupendi cartoni Quarantine. L’incubo di noi runner: l’impatto frontale con la signora appena svoltato l’angolo. Di nuovo il momento peggiore è il ritorno a casa. La ruminazione erompe: Quanto mi è passato vicino quello con la bici? Un metro? Due? Come posso essere sicurache le goccioline non mi abbiano raggiunta? Avrei dovuto starci più attenta? Alla ruminazione segue l’altro amplificatore di psicopatologia: l’evitamento comportamentale. Teresa smette di correre.

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