La Terapia Metacognitiva Interpersonale ottiene prove di efficacia in un trial clinico randomizzato

La Terapia Metacognitiva Interpersonale ottiene prove di efficacia in un trial clinico randomizzato

La Terapia Metacognitiva Interpersonale ottiene prove di efficacia in un trial clinico randomizzato

Giancarlo Dimaggio e Raffaele Popolo

Popolo e Dimaggio hanno disegnato e manualizzato l’approccio TMI-Gruppo (TMI-G), partendo dall’idea che la metacognizione possa essere allenata in contesti semi-naturali come il gruppo. La ricerca ha dimostrato un netto miglioramento dei sintomi e del funzionamento interpersonale dei pazienti sottoposti a TMI-G

Sviluppare modelli di trattamento. Manualizzarli. Verificarli empiricamente. La forza del cognitivismo nel bene e nel male è sempre stata questa. È una mission che ha portato prima a disegnare la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI; Dimaggio & Semerari, 2003; Dimaggio, Semerari, Popolo, Carcione e Nicolò, 2007). Poi a manualizzarne le procedure, in particolare per i pazienti con prevalente inibizione comportamentale ed emotiva (Dimaggio, Montano, Popolo & Salvatore, 2013).

A quel punto siamo passati alla verifica empirica. Una prima serie di casi singoli (Dimaggio et al, 2017) e una multiple baseline case series (Gordon-King, Schweitzer & Dimaggio, 2018) hanno dato preliminari prove di efficacia.

Il passaggio successivo era tentare uno studio randomizzato di efficacia, forti anche degli esiti notevoli di un recente trial in cui i Metacognition Oriented Social Skills Training (disegnati dal nostro Paolo Ottavi) si sono dimostrati nettamente superiori ai Social Skills Training tradizionali (Inchausti et al., 2018).


Articolo continua su State of Mind: http://www.stateofmind.it/2018/03/tmi-gruppo-efficacia/