Disturbi dissociativi

Con il termine dissociativo si definisce una serie di sintomi, spesso correlati a esperienze traumatiche, sia fisiche che relazionali, caratterizzati dalla disconnessione di funzioni cognitive normalmente integrate fra di loro quali memoria, coscienza, identità, percezione, rappresentazione corporea, movimento e comportamento.


Come si manifestano

I sintomi dissociativi posso coinvolgere ogni area di funzionamento psicologico. I sintomi sono descritti come intrusioni non volute nella coscienza (frammentazione della propria identità; depersonalizzazione, derealizzazione) o come incapacità ad accedere ad importanti informazioni (amnesia).

Tra le esperienze comunemente riportate ci sono, per esempio:

  • buchi di memoria (giorni, mesi, ma anche anni di vita),

  • essere sempre fra le nuvole e considerati smemorati,

  • sentirsi fuori dal proprio corpo, sentirsi di vivere fuori dalla realtà, “non sono nessuno”, “i miei pensieri non sembrano miei”, “ho la testa ovattata”,

  • essere incapaci di fissare nella memoria nomi di persone, luoghi e di ricordarsi i particolari di eventi vissuti,

  • sentirsi di avere dentro di sé due o più persone diverse, con caratteri spesso opposti tra loro,

  • sensazione che alcuni atteggiamenti, emozioni e comportamenti “non siano miei” o che “non li controllo”.


 

Da cosa sono causati

Le ultime ricerche concordano sull’ importanza del trauma come principale causa dello sviluppo dei disturbi dissociativi. Possiamo definire il trauma come l’ essere stati esposti ad eventi gravi in grado di compromettere il senso di stabilità e continuità fisica o psichica di un individuo.

Con esperienza traumatica si intendono quindi quelle esperienze in cui l’ la persona è stata esposta a morte reale o minacciata, lesioni fisiche, violenze sessuali o esperienze ripetute di violenza interpersonale (genitori violenti, relazioni affettive con persone maltrattanti, maltrattamenti infantili, abbandono e/o accudimento negato durante i periodi critici dello sviluppo).

L’ ipotesi più accreditata è che il trauma abbia causato nell’ individuo un’ incapacità di integrare le funzioni cognitive alla base di una stabile ed unitaria percezione del sé.


 

Come sono classificati

Più nel particolare, il manuale DSM V elenca e descrive i seguenti Disturbi Dissociativi, spesso connessi all’esperienza di eventi traumatici o stressanti:

  • Amnesia Dissociativa, caratterizzata dall’ incapacità di ricordare eventi, particolari di un evento o interi aspetti della propria identità e della storia personale. Tale incapacità risulta troppo estesa e/o ricorrente per essere spiegata come una normale dimenticanza. Spesso queste persone non sono consapevoli dell’amnesia e se ne accorgono solo quando sono altri a ricordare degli eventi a cui loro hanno sicuramente assistito.

  • Disturbo Dissociativo dell’Identità (precedentemente Disturbo da Personalità Multipla), caratterizzato dalla disgregazione dell’ identità in di due o più personalità distinte che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento del soggetto. Il disturbo può quindi anche manifestarsi come improvvise alterazioni del senso di sé e della consapevolezza delle proprie azioni e/o amnesie dissociative (dell’ altra personalità).

  • Disturbo di Depersonalizzazione/derealizzazione, caratterizzato dal sentimento persistente o ricorrente di irrealtà (derealizzazione) o di essere staccato dal proprio corpo e/o dai propri processi mentali (depersonalizzazione), mentre rimane intatto il senso di realtà; sono descritti stati di anomale esperienze corporee, ottundimento emotivo o fisico e distorsione temporale dei ricordi. L’individuo può riferire di sentirsi come in una “nebbia, bolla o come se ci fosse un vetro tra me e il mondo reale”. Possono anche essere presenti distorsioni visive come visione appiattita, distanza o dimensione degli oggetti alterata.

  • Fuga Dissociativa, caratterizzata dall’allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall’abituale posto di lavoro, accompagnato dalla incapacità di ricordare il proprio passato e da confusione circa la propria identità personale, oppure dalla assunzione di una nuova identità.

  • Disturbo Dissociativo con altra specificazione e Non Altrimenti Specificato, che è stato incluso per registrare i disturbi in cui la manifestazione principale è un sintomo dissociativo, ma che non soddisfano i criteri per nessun Disturbo Dissociativo Specifico.


 

Da cosa vanno distinti

I disturbi dissociativi devono essere accuratamente distinti da altre patologie che possono condividere con essi alcuni sintomi. In particolare si devono escludere:

  • abuso di sostanze (alcool, droghe, farmaci)

  • altre condizioni mediche


 

A cosa si associano

La diagnosi di disturbo dissociativo è frequentemente associata ad altri sintomi che possono soddisfare i criteri per:

  • disturbo depressivo

  • disturbo post-traumatico da stress

  • disturbo da sintomi somatici

  • disturbo di conversione

  • disturbo di personalità.


 

Il trattamento

La psicoterapia è il trattamento d’elezione dei Disturbi Dissociativi. Dopo aver fatto e condiviso la diagnosi con il soggetto, la psicoterapia si sviluppa parallelamente su due binari principali. Il primo mira ad individuare i sintomi di dissociazione per rendere l’ individuo sempre più consapevole dei momenti in cui non riesce ad integrare le proprie funzioni. Il secondo invece lavora per cercare di trovare la causa che ha determinato i sintomi e utilizza il colloquio clinico in modo da favorire l’ integrazione del trauma nella storia dell’ individuo. Oltre alla psicoterapia classica si posso anche utilizzare tecniche specifiche aggiuntive come l’ EMDR, la Terapia Sensomotoria e la Mindfulness.

Un aspetto centrale della terapia è l’instaurarsi di una buona relazione terapeutica tra paziente e psicoterapeuta, condizione necessaria per permettere al paziente di affrontare in seduta i ricordi i legati al trauma.